Un case study su Springer
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ARTICOLIAZIENDE
Keren Ponzo
6/5/20263 min leggere
Transilienza: l'intelligenza che attraversa i confini
Non basta più essere resilienti. Le organizzazioni e i professionisti che prosperano oggi sono quelli capaci di portare competenze, senso e relazioni da un contesto all'altro — trasformando ogni cambiamento in punto di partenza.
C'è una parola che ancora pochi conoscono, ma che descrive con precisione ciò che distingue le persone e le organizzazioni più efficaci nel panorama attuale: transilienza.
La radice trans evoca movimento, attraversamento, passaggio da uno stato all'altro. La resilienza richiama la capacità di tenere sotto pressione. Insieme, descrivono qualcosa di più ricco: la capacità di adattarsi dinamicamente a nuovi contesti portando con sé le competenze acquisite, riconfigurando il proprio modo di pensare e agire senza perdere identità.
Perché il solo adattamento non è più sufficiente
Nelle organizzazioni moderne, la complessità non è un'eccezione: è la condizione strutturale. I mercati cambiano, i ruoli si ridefiniscono, i team si mescolano. In questo contesto, chi si limita a "resistere" ai cambiamenti resta indietro. Chi invece riesce a traversarli — portando valore da un contesto all'altro — diventa una risorsa strategica.
La transilienza si manifesta concretamente quando un manager trasferisce un metodo di problem solving da un settore a un altro, quando un team rielabora una pratica comunicativa dopo un cambiamento organizzativo, quando un'azienda usa una crisi per riprogettare il proprio modo di decidere insieme.
Non si tratta di essere "tuttofare". Si tratta di saper abitare la complessità senza ridurla — e di fare del pensiero stesso uno strumento di orientamento.
La ricerca: quando la filosofia entra in azienda
Ho avuto l'opportunità di approfondire questi temi sul campo, all'interno di una B Corp italiana, e di pubblicare i risultati in un contributo scientifico su Springer (maggio 2026). La ricerca ha coinvolto due programmi formativi distinti: uno per team operativi, uno per team leader.
Pubblicazione scientifica · Springer, maggio 2026
The Transilient and Attractor Effect of Philosophy in Business: An Italian Case: a case study in an Italian B Corp
Programmi formativi filosofici, metodologia laboratoriale e dialogica, interviste strutturate come strumento di valutazione.
I laboratori non erano sessioni di formazione tradizionale. Erano spazi esperienziali in cui i partecipanti hanno esplorato il linguaggio come pratica condivisa, confrontato le proprie assunzioni implicite, esercitato il pensiero divergente. La filosofia — intesa non come disciplina accademica, ma come strumento pratico di orientamento — si è rivelata capace di generare quello che nel paper chiamo una rottura epistemica: un cambiamento reale nel modo di percepire, comunicare e decidere insieme.
I risultati, rilevati attraverso interviste strutturate, hanno mostrato cambiamenti significativi negli stili di leadership, nelle abitudini comunicative e nella consapevolezza collettiva dei team.
La transilienza si sviluppa: come
La buona notizia è che questa capacità non è un tratto innato. Si allena. Si costruisce attraverso pratiche deliberate che combinano pensiero critico, gestione dell'incertezza e apprendimento situato — cioè radicato nella realtà concreta di chi lo vive.
Tre leve risultano centrali, sia a livello individuale che organizzativo:
Disponibilità a mettere in discussione le proprie assunzioni. La trasformazione autentica parte sempre da lì. Non da nuove informazioni, ma da nuovi sguardi su ciò che già esiste.
Linguaggio come strumento consapevole. Il modo in cui un team parla di un problema è già parte del problema. Lavorare sul linguaggio significa lavorare sulla cultura.
Pensiero divergente applicato. La capacità di generare prospettive multiple — anziché convergere subito sulla soluzione "ovvia" — è il muscolo che permette alla transilienza di tradursi in risultati concreti.
Per le organizzazioni: un vantaggio che si costruisce
Aziende, team e professionisti che investono sulla transilienza non stanno semplicemente sviluppando competenze trasversali. Stanno costruendo una cultura organizzativa capace di attraversare i confini — disciplinari, relazionali, cognitivi — senza perdersi.
I percorsi che progetto vanno in questa direzione: non trasmettere contenuti, ma creare le condizioni perché le persone pensino meglio — insieme. Perché la complessità non venga semplificata, ma abitata.
Vuoi portare la transilienza nella tua organizzazione?
Se stai lavorando a un cambiamento organizzativo, a un percorso di sviluppo per i tuoi team o semplicemente vuoi approfondire questi temi, sono disponibile a una conversazione.


